Author: Enrica

Isole Galapagos, l’ecoturismo possibile.

Ma… ma… ma si può fare? Fra l’interdetto e l’indignato, la turista statunitense è davvero convinta che il nostro barbecue sulla spiaggia di Porto Chino, a San Cristobal, sia una grave infrazione alle regole del Parco Nacional de Galapagos. Ovviamente non è così, anzi. Le guide del Parco sono ben felici di partecipare alla festa e di gustare l’ottimo “guaco” (wahoo) alla griglia che Marco sta preparando, dopo averlo acquistato questa mattina fresco fresco dai pescatori ormeggiati al lato del nostro catamarano.

Un giorno in spiaggia fra i leoni marini

Un giorno in spiaggia fra i leoni marini.

Come la maggior parte dei visitatori delle Galapagos, la turista statunitense è arrivata fin qui in un tour organizzato e soggiorna su una delle circa 80 navi o navette da crociera che navigano fra le isole, con itinerario rigidamente definito. Inquadrata in un programma serratissimo, si fermerà in spiaggia meno di mezz’ora, il tempo di scattare qualche foto ai leoni marini che pigramente crogiolano al sole sul bagnasciuga.

Molti di noi sono convinti che questo sia l’unico modo per visitare le Galapagos. Poiché le crociere a bordo di queste navi sono piuttosto costose, molti pensano che visitare le Galapagos sia un lusso per pochi privilegiati.

La verità è tutt’altra: moltissimi siti di visita sono accessibili liberamente via terra, non è necessaria una guida, ed è facilissimo, oltre che molto divertente, organizzare una vacanza fra le isole senza spendere una fortuna. Non solo: viaggiando in questo modo il vostro denaro andrà a sostenere l’economia locale, piccoli hotel, ristoranti, taxisti, pescatori, aiutando questa splendida gente a migliorare la propria situazione.

In un mondo in cui le agenzie che gestiscono le navi accaparrano tutto il business, dalla ristorazione alla vendita dei souvenirs, mantenendolo il più possibile a bordo, i piccoli operatori locali faticano a farsi identificare ed a proporsi al cliente.

I turisti delle navi vengono coordinati in gruppi rigidamente strutturati, anche dove questo non è necessario o richiesto dalle regole del Parco: un modo per evitare che si “disperdano” fosse anche solo per comprare una maglietta o bere un caffè guardando il mare.

Come fare? Se avete poco tempo ed organizzate tutto il viaggio partendo dall’Italia, la nave è naturalmente la soluzione più comoda. Per approfittare di tutto quello che “non vi dicono”, ecco qualche idea:

  • prendetevi qualche giorno prima e dopo la crociera, soggiornate a terra ed immergetevi nella vita locale. Quando sarete sulla nave, avrete una visione decisamente più realistica e meno idilliaca delle isole e della gestione del Parco.

  • Scegliete con cura la crociera sulla base dell’itinerario ed evitate di visitare in nave i porti di Barquerizo Moreno e Puerto Ayora, oltre che le isole molto vicine a questi due porti. Solo due delle isole normalmente incluse nella crociera non sono visitabili con un soggiorno a terra: Genovesa ed Española.

  • Durante le soste nelle isole abitate, cercate di liberarvi per visitare in autonomia i siti ad accesso terrestre. Anziché visitare quattro spiagge in una mattinata, sceglietene una e rimaneteci tutta la mattinata.

  • Evitate i pasti compresi nell’organizzazione del tour della nave quando a terra, date appuntamento alla guida per tornare a bordo quando riparte la nave ed entrate in un ristorante locale. Mangerete molto meglio, vi divertirete un sacco e spenderete pochissimo.

Se invece avete qualche giorno in più e vi solletica l’idea di un viaggio fuori dall’ordinario in un luogo straordinario, leggete quali sono le 10 cose da sapere per una vacanza incredibile alle Galapagos senza spendere una fortuna.

Un leone marino in spiaggia

Un leone marino in spiaggia a San Cristobal

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Prendetevi il tempo per giocare… vale anche per i grandi!

 

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Voltando pagina….

L’ultima crociera alle Grenadines è finita ieri!!

Due splendide famiglie con i loro bambini ci hanno accompagnato nella navigazione da Martinica a Union: la grande allegria a bordo non ci ha lasciato il tempo di cedere alla malinconia dell’ “ultima volta”. Una dopo l’altra, abbiamo salutato le nostre isole preferite: Martinica casa per tanti anni, Saint Vincent mare di mille avventure, Bequia fonte di ispirazione e concentrazione, Mayreau, i Tobago Cays, Chattam Bay.

Ora siamo ormeggiati davanti alla barriera corallina di Clifton: mentre i kite ci sfrecciano davanti fra salti ed acrobazie, ci concentriamo sulla preparazione di barca ed equipaggio per affrontare in serenità la prima tappa, 1200 miglia attraverso il mar dei Caraibi fino a Panama.

Dietro di noi, 15 anni di vita, crociere, amici, esperienze…. Jean Claude ci saluta passando con la barca, un poco di malinconia…

Partenza da Martinica

Partenza da Martinica

La spesa da Gregory :-) - Saint Lucia

La spesa da Gregory :-) – Saint Lucia

 

Il bucato... - Saint Lucia

Il bucato… – Saint Lucia

 

Sailing al tramonto

Sailing al tramonto

I nostri ospiti, grandi... e piccini!

I nostri ospiti, grandi… e piccini!

 

Dove finisce l'arcobaleno?

Dove finisce l’arcobaleno?

 

È Pasqua anche ai Caraibi!!

È Pasqua anche ai Caraibi!!

Un giro in canoa a Salt Whistle Bay

Un giro in canoa a Salt Whistle Bay

Attenti a quel pesce!!

Attenti al barracuda!!

Bagno in piscina :-)

Bagno in piscina :-)

La Giornata dell’Oceano!

Selaví in traversata oceanica

Ieri abbiamo issato le vele, una bella bolina guardando Selaví destreggiarsi tra le onde dell’Oceano, e dopo poche ore di navigazione ecco davanti ai nostri occhi un’altra isola: un mondo completamente diverso, nuova lingua, nuovi usi, nuovi incontri. L’Oceano per noi è la via dell’acqua, la possibilità di muoverci da un luogo all’altro con il vento, su strade che possiamo disegnare ogni volta sempre nuove. Qualche grado più a ovest, e la prua punta verso un luogo diverso e lontano… Per noi l’Oceano è Libertà!

Chi naviga, però, sa che in Oceano non si deve mai dimenticare la prudenza. Che si parta per una breve navigazione fra le isole o per una traversata oceanica, la barca deve essere sempre pronta ad affrontare qualsiasi evenienza. I marinai sanno che, poiché nulla si può pretendere dal mare, si deve pretendere tutto da sé stessi e dalla propria barca. L’Oceano ci regala bellezza ed energia pura, e ci insegna il rigore ed il rispetto.

L’Oceano è il centro del nostro mondo.

Per i milioni di persone che abitano i litorali, l’Oceano è la principale fonte di reddito: fornisce cibo, bellezza che viene sfruttata dal punto di vista turistico, materie prime.
L’Oceano, grazie all’immensa capacità termica della massa d’acqua, è soprattutto il più importante regolatore del clima di questo Pianeta Blu, oltre che il suo più importante serbatoio di carbonio.

Chi vive a terra, spesso percepisce l’Oceano come qualcosa di intangibile e distante.
Immagini da  documentario, senza relazione diretta con qual tanto agognato mare, che, proprio ora che l’estate inizia in Europa a riscaldare le giornate, si prepara ad essere meta per molti.

La Giornata Mondiale dell’Oceano, celebrata in tutto il mondo, ci ricorda invece che l’Oceano è nel nostro cortile di casa. Di chiunque, anche di chi vive in montagna. Perché quell’acqua che scorre nel ruscello arriverà, attraverso cicli millenari, in ogni luogo del Pianeta e non inquinarla è un dovere.

Il ruolo dell’Oceano non è quello di un terreno di giochi, né di un serbatoio di cibo o di energia da cui prelevare voracemente per alimentare un genere umano spesso imprevidente.
Il ruolo del Oceano è la regolazione del clima di tutto il Pianeta ed ogni forma di vita in esso contenuta, dal minuscolo gamberetto alla grande balena, contribuisce a questo scopo.
Pesca, inquinamento, traffico, uso di carburanti, cementificazione del litorale sono tutte voci per le quali saremo un giorno chiamati a pagare il conto.

L’Oceano ti appartiene! Non aver paura di dirlo e di indignarti se assisti ad un abuso!

Qualche suggerimento per dare il tuo apporto per  una cultura di rispetto dell’Oceano:

1) Scegli pesci della pesca locale, prediligendo specie meno pregiate. Una ricetta fra le più apprezzate a bordo sono i Filettini di Balahoo (vanno bene anche sardine e acciughe fresche) in marinata: un ottimo esempio di come un pesce “semplice” possa trasformarsi in una leccornia.

2) Rifiuta di dare ragione a che ha costruito gli alberghi sulla spiaggia! Quando scegli dove andare in vacanza inserisci l’ambiente nei tuoi criteri di scelta. Piccole strutture con un impegno verso l’ecologia daranno a tutti un domani migliore.

3) In spiaggia porta un sacchettino per i rifiuti ed una bottiglietta in cui gettare i mozziconi delle sigarette ed evita di disperdere crema solare in mare. Metti la crema se prendi il sole, ma indossa una maglietta da nuoto anti UV se vai a nuotare.

4) Evita di pescare, a meno di non essere un ottimo pescatore! Rischieresti di portare a riva solo qualche piccola preda che finirà inevitabilmente nella spazzatura perché insufficiente a sfamare il gruppo. Meglio una spaghettata!

5) Per gli sport acquatici preferisci la vela, il pedalò o la canoa: non sono pericolosi, non danno fastidio agli altri, si fa dell’esercizio fisico, sono silenziosi e non bruciano carburante!
Evita per favore le moto d’acqua ed i vari aggeggi trainati dai motoscafi. Non ti farebbero onore.

6) Infine, se ami il mare, se senti la magia della navigazione, se sei affascinato dallo spazio e dal silenzio… naviga a vela! Perché navigare a motore è come ascoltare Mozart in una segheria…

Abbiamo cura della nostra casa, dell’auto, della linea e dei vestiti…prendiamoci cura del nostro Oceano!

Buon World Ocean Day a tutti!

Delfini e balene: i cetacei dei Caraibi

Delfini a prua del catamaranoQuali cetacei si incontrano nel Mar dei Caraibi? Oltre 30 specie diverse di delfini e balene abitano queste acque!

L’incontro più entusiasmante è quello con la Megattera (Megaptera novaeangliae), che sceglie queste acque per l’accoppiamento e per la nascita dei cuccioli. Dopo un’estenuante migrazione dalle fredde acque dell’Atlantico settentrionale (Canada, Groenlandia, Islanda), le megattere trascorrono nel Mar dei Caraibi il periodo invernale.

Si osservano alcuni fra i comportamenti più interessanti, Leggi tutto…

Isla Tortuga!

Tortuga!Nella luce del mattino, Playa Caldera è una mezzaluna di sabbia bianca perfetta. Poche barche si dondolano all’ancora, sulla spiaggia solo una tettoia di legno. Tortuga ci accoglie così, semplicemente compare all’orizzonte come una striscia luminosa di azzurro e di bianco. Aquarius naviga in un’acqua che dal blu profondo del mare aperto diventa verde, e poi di un turchese inverosimile, intenso e mozzafiato.

Il mondo dei turisti agostani è rimasto nella scia, nella cacofonia di Margarita, grattacieli e discoteche e voli charter e tedeschi con le macchine fotografiche. Tortuga è un altro pianeta, è un mondo di silenzio perfetto, rotto solo dagli urli striduli di una sterna che ha qualcosa da dire, a chissà chi, chissà dove.

Nella capanna di legno, un pescatore sonnecchia nell’amaca. Filetti di pesce sono distesi al sole per seccare, le nasse da riparare poco distanti. Leggi tutto…